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    September 19

    leggendo

    Leggendo Roberto, ho ripensato a tutte le volte che mi sento fuori perché sono come estranea a una certa realtà, mi sento come anestetizzata, non soffro, non partecipo emotivamente alla sarabanda dell’enfasi mediatica. L’esasperazione della notizia, lo scavare nella vita per trovare “lo spunto”, il martellare incessante…mi lasciano indifferente.

     

    Sei ragazzi morti, sei uomini si aggiungono ad una lunga lista! Per me, importa poco se a morire è un italiano, un americano o un talebano. È una vita che si spegne, svaniscono sogni, desideri e progettualità. Un figlio, un marito, un padre poco importa, quel che conta è che quella morte darà un taglio, una svolta nella vita di parenti e amici. Questo mi coinvolge, ho provato sulla mia pelle il dolore del perdere una persona amata: la morte di mio padre, amici morti per un banale incidente di macchina, amici che saluti la sera e la mattina dopo leggi di loro sul giornale locale.

    Ma la morte è una cosa seria, come diceva Totò, una livella che accomuna tutto e tutti “'Nu rre, 'nu maggistrato, 'nu grand'ommo”: Non esistono gerarchie, non ci sono graduatorie nella lista dei morti e soprattutto la morte non è uno spettacolo.

    È vergognoso manipolare le emozioni per alzare lo share di una trasmissione. È pietoso quello scavare nel privato di chi non c’è più per trovare quella singolarità che commuove la massa. La retorica della commozione di gruppo mi da l'orticaria, proprio come a Roberto.

    Morire è una gran brutta cosa e non esistono morti giuste o ingiuste, non c’è un modo bello di morire. La morte è silenzio.

    L’insofferenza diventa forte quando sento ripetere le parola “eroe”, “missione umanitaria” quando Frattini dichiara “Il ripetersi di atti terroristici contro chi è impegnato nel tentativo di aiutare il popolo afghano a consolidare le proprie aspirazioni democratiche non scoraggerà l'Italia dal mantenere fede agli impegni assunti”!

     

    Dormi sepolto in un campo di grano
    non è la rosa non è il tulipano
    che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
    ma son mille papaveri rossi.
    Lungo le sponde del mio torrente
    voglio che scendano i lucci argentati
    non più i cadaveri dei soldati
    portati in braccio dalla corrente.
    Così dicevi ed era inverno
    E come gli altri verso l'inferno
    te ne vai triste come chi deve
    il vento ti sputa in faccia la neve.
    Fermati Piero, fermati adesso
    lascia che il vento ti passi un po' addosso
    dei morti in battaglia ti porti la voce
    chi diede la vita ebbe in cambio una croce.
    Ma tu non lo udisti e il tempo passava
    con le stagioni a passo di giava
    ed arrivasti a varcar la frontiera
    in un bel giorno di primavera.
    E mentre marciavi con l'anima in spalle
    vedesti un uomo in fondo alla valle
    che aveva il tuo stesso identico umore
    ma la divisa di un altro colore.
    Sparagli Piero, sparagli ora
    E dopo un colpo sparagli ancora
    fino a che tu non lo vedrai esangue
    cadere in terra a coprire il suo sangue.

    E se gli sparo in fronte o nel cuore
    soltanto il tempo avrà per morire
    ma il tempo a me resterà per vedere
    vedere gli occhi di un uomo che muore.
    E mentre gli usi questa premura
    quello si volta, ti vede e ha paura
    ed imbraccia l'artiglieria

    non ti ricambia la cortesia.
    Cadesti in terra senza un lamento
    E ti accorgesti in un solo momento
    che il tempo non ti sarebbe bastato.
    A chiedere perdono per ogni peccato
    cadesti interra senza un lamento.
    E ti accorgesti in un solo momento
    che la tua vita finiva quel giorno.
    e non ci sarebbe stato un ritorno
    Ninetta mia crepare di maggio
    ci vuole tanto troppo coraggio.
    Ninetta bella dritto all'inferno
    avrei preferito andarci in inverno.
    E mentre il grano ti stava a sentire
    dentro alle mani stringevi un fucile
    dentro alla bocca stringevi parole
    troppo gelate per sciogliersi al sole.
    Dormi sepolto in un campo di grano
    non è la rosa non è il tulipano
    che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
    ma sono mille papaveri rossi.


    Comments (2)

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    Paola ...wrote:
    ho già risposto nel post di Roberto.
    Buona domenica Gioia....
    Paola
    Sept. 20
    robertowrote:
    Quanto hai ragione.
    La morte è una cosa troppo seria per lasciarne parlare i politici.
    Sept. 19

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